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Le radici

 

Il Centro di Solidarietà il Delfino nasce negli anni ottanta per volontà della Chiesa particolare, l’Arcidiocesi di Cosenza Bisognano, come segno concreto della carità ecclesiale nei confronti delle persone più deboli, per promuovere sul territorio il volontariato e la cultura della solidarietà a favore degli svantaggiati.

 

Oggi rappresenta una delle principali realtà che hanno contribuito, negli anni, a diffondere nella comunità civile calabrese la lotta dell’esclusione sociale e la cultura della condivisione e della solidarietà, attraverso azioni concrete e diffuse di “cittadinanza attiva”.

 

Nato per dare risposte immediate al “problema droga”, ha sposato, sin dalla sua nascita, la filosofia del “Progetto Uomo”, al quale si ispira per il suo programma terapeutico riabilitativo adottato da Don Mario Picchi, fondatore del CEIS di Roma.

 

Il Delfino ha in sé la vocazione propria di promuovere lo sviluppo e la crescita dell’individuo, come persona “unica ed irripetibile”, che in quanto tale ha in sé la possibilità di scegliere con autonomia e responsabilità la propria strada e  di essere continuamente proteso alla ricerca del bene, della libertà e della giustizia.

 

Il Centro ha scelto, negli anni, di ispirarsi alla dottrina sociale cristiana e di testimoniare la carità come forma necessaria dalla quale partire ed attraverso la quale annunciare oggi il Vangelo. Decidendo d’ispirarsi al Progetto Uomo,  ha operato una scelta precisa, di spendersi per la rinascita dell’uomo fragile ed in difficoltà, quello “senza carta d’identità”, come dice don Picchi, incapace di ricompensare per l’aiuto ricevuto.

 

Le nuove strade

 

Di fronte alla storia che cammina, molte cose sono cambiate  ed il Delfino ha rinnovato il proprio impegno nei confronti di coloro, che sempre più numerosi,  continuano a chiedere un aiuto: dal gruppo di volontari degli anni ’80, il Delfino è diventato una “impresa sociale”, che vede il coinvolgimento lavorativo di molte persone, portatrici di   profonde motivazioni e spiccate professionalità.

 

In questo modo il Delfino si sforza di coniugare obiettivi sociali e di economicità.

La situazione odierna e lo stretto rapporto con l’impegno della “nuova evangelizzazione”, proposto dai grandi avvenimenti ecclesiali degli ultimi decenni (Il Concilio Vaticano II, i Convegni ecclesiali di Roma, Loreto, Palermo, le encicliche sociali dei pontefici e gli orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano, ecc.),  hanno portato a ripensare complessivamente  le azioni del Delfino, che ha deciso, con coraggio, di sperimentare  risposte più adeguate ai tempi ed alle nuove forme di povertà delle singole persone e dell’intera società civile.

 

Dal problema droga si è passati ad attivare percorsi e servizi innovativi e più idonei a rispondere a problemi di emarginazione e di isolamento sociale diffuso, di mancanza di lavoro, di crisi della cultura della legalità e della cittadinanza attiva; sono state sperimentate azioni  di politica giovanile adeguate ed al passo con i tempi, nuovi servizi in risposta a situazioni gravi, di disperazione di emarginazione per persone disabili, di malati psichici, di anziani abbandonati, di minori maltrattati e di donne sole.

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