|
Storia
Il Centro di solidarietà Il Delfino nasce nella seconda metà degli Anni 80 inizialmente ad opera di un gruppo di volontari che, con il sostegno del Vescovo, Mons. Dino Trabalzini, e l’aiuto di un giovane sacerdote don Vincenzo De Luca, si mobilita per dare una risposta concreta al dilagante problema della tossicodipendenza in città.
Da allora, da quel coinvolgimento spontaneo e un pò improvvisato di volontari, il Centro di solidarietà Il Delfino si è evoluto professionalmente modificando e migliorando i servizi offerti, intensificando il suo intervento sul territorio locale e nazionale.
Nonostante in vent’anni di attività il Centro di Solidarietà Il Delfino sia diventato una realtà forte e qualificata sul territorio esso non ha mai rinunciato a quella vocazione originaria alla solidarietà, all’attenzione ed alla promozione della persona umana nella sua integrità, dignità e libertà.
La necessità di migliorare e potenziare di continuo i propri interventi ed il voler adeguare sempre nuove ed efficaci risposte ai crescenti e diversificati bisogni che compongono la vasta area delle politiche sociali, ha portato il Delfino nel corso degli anni a spendersi in maniera sempre più energica nell’analisi e nel monitoraggio dei fenomeni di disagio e di emarginazione che caratterizzano il territorio locale e nazionale.
Nei primi Anni 90 il Delfino si fa precursore di un approccio nuovo ancora poco conosciuto e non affatto considerato nelle politiche di lotta alla droga, quello della prevenzione primaria, anticipando le politiche in atto sul territorio.
Intorno alla metà degli Anni 90 è una delle prime comunità terapeutiche, aderenti alla FICT, ad introdurre nel trattamento terapeutico-riabilitativo l’approccio innovativo della riduzione del danno (trattamento farmacologico), in partenariato con il SerT di Cosenza.
Questo ha rappresentato il primo passo verso una sempre maggiore diversificazione dei servizi attraverso un approccio sistemico di intervento al fenomeno droga che, nel corso degli anni, ha promosso la costituzione di partenariati attivi per l’erogazione di servizi socio-sanitari più efficaci. Nello stesso periodo, infatti, insieme ai servizi pubblici, il centro ha attivato il servizio di unità di strada e di accoglienza diurna.
Questa attenzione continua a considerare gli interventi nella loro globalità e complessità, attraverso la diversificazione e qualificazione dei servizi, ha portato l’organizzazione nel corso del tempo a:
● Personalizzare i percorsi terapeutico-riabilitativi;
●Istituire un Centro studi e ricerca
●Realizzare un servizio di monitoraggio interno dei servizi;
●Attivare partnership locali, nazionali, internazionali;
●Progettare interventi di politica sociale rivalendosi su Fondi regionali, nazionali e comunitari.
●Implementare politiche attive del lavoro rivolte a soggetti svantaggiati (cooperative B, work experiences, tirocini formativi, etc. );
|